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Il problema dello scriver semplice

Al giorno d'oggi chiunque può diventar kiunque. O se è troppo sbattimento, tipo.
Il linguaggio viene semplificato dalle giovani menti, che lo adattano al loro spiccio approccio alla vita, che richiede poche latenze e molte latitanze. Da casa, dai matusa, dalla morale.


Questo avrei scritto 5 anni fa ad un pubblico di lettori che mi avrebbero perso al giorno.
Al giorno d'oggi, invece, si iniziano tutti i paragrafi alla stessa maniera.


Ma poco importa, perché nessuno ha più interesse a leggere nulla che non sia un flash e possibilmente senza magnesio.


Ma chiunque, e mi ripeto. Chiunque può inventare una notizia, pubblicarla su Internet (colgo l'occasione per salutare tutti quelli che hanno Internet) e in seguito autopubblicarsi un libro in cui è presente solo quella notizia. Se lo può poi agilmente recensire, cinque stelle non si negano a nessuno, soprattutto a se stessi, che è già difficile trattare con la gente, che, tra l'altro, la trovi ovunque vai.
Il libro tuttavia non lo leggerà nessuno perché, al giorno d'oggi fondamentalmente, si preferisce reppare il malcontento. Ti ucciderò con le mie rime, cose di questo tipo. Non c'e' mai fine arpeggio, quando si dissa.


Sarà proprio un integratore al flash-magnesio il protagonista del mio prossimo post. Sin da ora, non dormite pensando ai benefici che recherà a Voi. Ma non dormite comunque, perché siete stanchi e se dormite poi, il giorno dopo, non potete più dirlo che siete stanchi.


Quando scrivevo io, ai miei tempi, non c'erano neanche i correttori automatici. Sono le parole rosse che attirano l'attenzione, e un giorno spiegherò perché questo porterà alla rovina tutti, nessuno escluso. Soprattutto te, comunque. Questa è un'altra storia, che poco si integra con l'integratore, ma che si materializzerà sul vostro Commodore 64 non appena digiterete "run".

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"Perché non facciamo un blog?" "E a cosa serve? Ormai i blog sono superati, nessuno legge quasi più..." "Dici? A me piace leggere, e poi lo facciamo per noi, non per gli altri. Scrivere non ti piace? E' passato di moda anche quello?" Ed eccoci qui, trovato il nome, fatto il blog. Frammenti di pensieri, frasi sbriciolate, avverbi impastati, il ticchettio della tastiera è come una coperta calda d'inverno, il piacere di leggere e leggersi, le parole che vorticano nel buco nero dell'etere, chissà se torneranno mai indietro. Sia il benvenuto ogni visitatore (inchino).